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venerdì 15 gennaio 2010

JJ Cobas BMW K 100R

Premesso che si possa correre e divertirsi con qualunque mezzo, ci sono alcune moto che sembrano quantomai inadatte per le competizioni.
Ne sono un esempio le pesanti 4 cilindri a sogliola prodotte dalla BMW negli anni '80.
Nononstante tale inadeguatezza, il più grosso concessionario bmw di Barcellona pensa proprio al propulsore della K100 (che da solo pesa 100kg..) per realizzare un moto da corsa,
e vincere nella 24h del Montjuich con innegabili effetti pubblicitari.

Dimostrando di voler far sul serio, la ciclistica viene commissionata a JJ Cobas (grazie anche allo sponsor Braun), tecnico rivoluzionario le cui geometrie e ripartizione dei pesi (con inclinazioni del cannotto di sterzo ridotte) trasferivano maggior carico sulla ruota anteriore sfruttando così il potenziale delle slick di nuova generazione: quì infatti il peso grava per il 53% sull'anteriore.
Monta quindi ruote marvic in magnesio da16" ant. e 18" post,
in linea con la tendenza del periodo.
Cobas è entusiasta, potendo lavorare su un motore che funge da parte stressata.
Due dischi ant. da 300 con sistema antiaffondamento (di una Suzuki GP 500) e forcella Kayaba da 40mm completano la ciclistica per un peso totale di 179kg.
Il motore però è fiacco e da solo 108cv a causa di una mappatura dell'iniezione che solo i tecnici bavaresi sanno modificare.

A tale scopo, dopo un ritiro proprio al Montjuich, la BMW invia due tecnici con l'attrezzatura necessaria ed il motore così arriva a fornire 122cv, sufficienti per aggiudicarsi 6 gare di fila e vincere il titolo '84 della F1 iberica con Cardus.
Partecipa l'anno dopo solo alla 24h di Barcellona, ma è costretta al ritiro dopo 2 cadute.
La casa bavarese aveva contattato la Bimota per produrre una serie limitata di telai "Cobas replica" e realizzare in serie limitata una versione stradale della K100 da corsa. Tuttavia il progetto venne abbandonato dopo la scomparsa di Pachernegg, incaricato dello studio per la messa in produzione.

1 commento:

Enrico ha detto...

Non si smette mai di conoscere cose nuove...

Gran bel ferro, cavolo!